Unconventional Conference

Infiltrato 5 Comments »

Sabato 15 dicembre. Aula Magna. Facoltà di economia.

Manifesto.
Programma.
Contatto.

Finalità
Il convegno è volto all’analisi dei nuovi approcci adottati dalle aziende per rispondere all’evoluzione dei target emergenti costituiti da consumatori sempre più competenti, partecipativi caratterizzati da stili di vita alternativi. L’obiettivo è presentare le nuove forme di marketing relazionale ridefinite in un’ottica innovativa.

Niente paura. Si parla anche di internet e forme di aggregazione. Ma soprattutto si parla del binomio azienda/target che “guarda caso” comprende anche un aspetto della situazione Uwic/studenti. Il tutto va considerato tenendo sempre bene in mente che dietro all’UWIC si staglia la poderosa macchina burocratica italiana, mentre le aziende private, vincolate sotto altri aspetti, sono in una posizione relativamente più libera.

Comunicazioni di servizio
Colgo l’occasione per sottolineare quanto accennato da AB in questo commento. I nuovi hot spot wireless dovrebbero essere disponibili in circa un mese con gran sollievo dei ragazzi della Vela e dello staff di radio URC@ che condivide le proprie connessioni con il popolo dei navigatori erranti del Tridente.

Web 2.0. A che serve? Lesson Number 1.

Infiltrato No Comments »

A che serve concentrarsi sui servizi laterali quando ci sono un sacco di problemi tecnici?
E’ una domanda ricorrente, soprattutto vis a vis, che Antonio pone in questo stesso blog.

Prima di tutto l’implementazione di servizi non è detto che tolga tempo alle risoluzioni tecniche che, come già ripetuto, derivano anche dai laschi temporali burocratici i quali, ahimè, provengono dall’alto, dall’interno, dal basso e soprattutto, in Italia, da tutto intorno.
In secondo luogo la natura accademico/istituzionale del servizio va di passo con la sua crescente indispensabilità.

Ad esempio in mattinata c’e’ stato il lancio, a Sociologia SDC, del nuovo corso Web2.0 con insediamento accademico di Luca Conti, blogger di fama conosciuto come Pandemia, dove si è discusso di questi servizi con lo stesso Bogliolo che non parlava di buttarsi a vanvera nel progetto sottraendo tempo alle questioni tecnologiche, bensì ipotizzava possibili implementazioni di quella che è ancora un’idea.
Un corso strutturato dove la competenza è esclusivamente nelle mani di chi vive l’argomento trattato dovrebbe suggerire l’importanza e l’impatto sul mondo delle nuove forme di comunicazione.

Certo non è una questione che tocca direttamente la tecnologia ma difficilmente toglie tempo alla stesura di infrastrutture e come obiettivo ha dare un’utilità specifica a un servizio. Perchè connettersi dovrà pur servire a qualcosa che vada oltre i canonici utilizzi, pur comprendendoli, come la lettura delle email, msn e l’iscrizione agli esami.

Eppure io scommetto che Facebook o Linkedin, che reputo la base della mobilità e versatilità future della società moderna, siano entità sconosciute alla stragrande maggioranza degli studenti. E dire che sono strumenti attraverso cui si viaggia, si risparmia, si studiano, con estrema chiarezza, diversi aspetti del sociale che fanno parte si e no dell’80 percento dei corsi di laurea esistenti e, come se non bastasse, sono servizi che possono persino aiutare a trovare lavoro.

L’obiettivo di queste fantomatiche operazioni laterali all’evoluzione tecnologica dell’UWIC è quello di dare un maggior senso a un network universitario che non si chiama ne Telecom ne Tiscali.
Ovviamente spero che qualcuno intervenga tecnicamente in tuo (Antonio), mio e nostro aiuto e sono d’accordo con la necessità di un servizio più affidabile che riduca al minimo le perdite di tempo. Ma, credimi, tutti sono d’accordo su questo e per questo stanno lavorando.

Info: Facebook è ora accessibile tramite la connessione UWIC.