A che serve concentrarsi sui servizi laterali quando ci sono un sacco di problemi tecnici?
E’ una domanda ricorrente, soprattutto vis a vis, che Antonio pone in questo stesso blog.
Prima di tutto l’implementazione di servizi non è detto che tolga tempo alle risoluzioni tecniche che, come già ripetuto, derivano anche dai laschi temporali burocratici i quali, ahimè, provengono dall’alto, dall’interno, dal basso e soprattutto, in Italia, da tutto intorno.
In secondo luogo la natura accademico/istituzionale del servizio va di passo con la sua crescente indispensabilità.
Ad esempio in mattinata c’e’ stato il lancio, a Sociologia SDC, del nuovo corso Web2.0 con insediamento accademico di Luca Conti, blogger di fama conosciuto come Pandemia, dove si è discusso di questi servizi con lo stesso Bogliolo che non parlava di buttarsi a vanvera nel progetto sottraendo tempo alle questioni tecnologiche, bensì ipotizzava possibili implementazioni di quella che è ancora un’idea.
Un corso strutturato dove la competenza è esclusivamente nelle mani di chi vive l’argomento trattato dovrebbe suggerire l’importanza e l’impatto sul mondo delle nuove forme di comunicazione.
Certo non è una questione che tocca direttamente la tecnologia ma difficilmente toglie tempo alla stesura di infrastrutture e come obiettivo ha dare un’utilità specifica a un servizio. Perchè connettersi dovrà pur servire a qualcosa che vada oltre i canonici utilizzi, pur comprendendoli, come la lettura delle email, msn e l’iscrizione agli esami.
Eppure io scommetto che Facebook o Linkedin, che reputo la base della mobilità e versatilità future della società moderna, siano entità sconosciute alla stragrande maggioranza degli studenti. E dire che sono strumenti attraverso cui si viaggia, si risparmia, si studiano, con estrema chiarezza, diversi aspetti del sociale che fanno parte si e no dell’80 percento dei corsi di laurea esistenti e, come se non bastasse, sono servizi che possono persino aiutare a trovare lavoro.
L’obiettivo di queste fantomatiche operazioni laterali all’evoluzione tecnologica dell’UWIC è quello di dare un maggior senso a un network universitario che non si chiama ne Telecom ne Tiscali.
Ovviamente spero che qualcuno intervenga tecnicamente in tuo (Antonio), mio e nostro aiuto e sono d’accordo con la necessità di un servizio più affidabile che riduca al minimo le perdite di tempo. Ma, credimi, tutti sono d’accordo su questo e per questo stanno lavorando.
Info: Facebook è ora accessibile tramite la connessione UWIC.