NeutralAccess08

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Oggi le occasioni in cui si parla di tecnologia sono da considerarsi sempre utili, soprattutto quando intervengono elementi della pubblica amministrazione di un paese che è drammaticamente arretrato e dove il numero di persone che accede a internet, tanto sbandierato dai sondaggi durante l’anno scorso, è drammaticamente fittizio. A meno che non si voglia considerare l’utilizzo meccanico e passivo dell’email aziendale o i cinque minuti su un’unica pagina web trascritta manualmente da un foglio di carta alla barra degli indirizzi come “utilizzo di internet”. Perchè prima del digital divide e delle problematiche economico burocratiche del Wi-Max c’e’ un altro tipo di gap, un genere di lasco sociale che va colmato e che riguarda la comprensione di cosa sia la rete da parte di chi non la padroneggia, da chi è convinto di poterla scansare e da chi è convinto di padroneggiarla ma invece ne fa un utilizzo marginale, spesso paragonabile agli SMS anche se senza il costo unitario. I miei paralleli astrusi mi portano a pensare che la prima volta che mi sono scontrato con il social divide è stato parecchi anni fa, quando i giochi di ruolo sono entrati a far parte del mondo videoludico. Molti giocatori di vecchia data continuavano a paragonarli a Super Mario affermando che i GDR per computer erano inutilmente complessi.

Democrazia Digitale e Neutralità dell’Accesso ad Internet
Urbino - 13 giugno 2008
Aula Blu - Palazzo Battiferri - Via Saffi 42
Programma

Si parlerà di digital divide, di separazione della rete, di reti di nuova generazione, di neutralità, di rapporto tra pubblico e privato, di wireless, di Wi-Max, e si discuterà di neutralità delle reti di accesso. Parteciperanno al Convegno rappresentanti del DIT della Presidenza del Consiglio dei Ministri, di AGCom, del CNIPA, della Fondazione Ugo Bordoni, della pubblica amministrazione, dell’Associazione Italiana Internet Provider.

(AB)

Nuovo Blog “storico”

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In questo periodo è facile che la rete sia scambiata per un sistema che opera semplicemente dal basso verso l’alto, ovvero un sistema dove l’utenza fruisce della neutralità di internet e si appoggia a infrastrutture altrettanto neutre che permettono la condivisione pressochè illimitata di dati, immagini, pensieri, filmati, espressioni ed animazioni. In verità dietro alle infrastrutture ci sono strutture e ci sono persone che a loro volta si trovano in un altro sistema che può operare differentemente rispetto a quello che crea e sostiene. Queste persone sono costrette a mediare tra quelli che, seppur contingenti, sono ancora mondi differenti.
Le succitate strutture, per fortuna, non sono sempre e solo affamate corporazioni capitaliste ne spietati arrocchi (non accrocchi, arrocchi) politici, proprio come, e guarda il caso che ti combina, accade nella nostra situazione. Tra noi e internet si trova infatti lo strato che comunemente chiamiamo università (qualcuno la potrebbe conoscere anche come un inferno di esami scollacciati tesi a confondere menti già abbondantemente confuse). Orbene questa università (quella di Urbino eh) è popolata da entità umane che spingono nelle direzioni più disparate cercando di raggiungere obiettivi sensati. Tutto questo movimento comunicativo e organico produce una storia che spesso deve essere raccontata dall’alto verso il basso (e devo ammettere che fortunatamente nell’ambiente universitario urbinate è pratica piuttosto diffusa). Per quanto riguarda Uwic ci pensa AB (Alessandroe Bogliolo, docente e coordinatore del progetto Urbino Wireless Campus) che scandisce questa storia nel suo blog di recente apertura e che mi permetto di linkare direttamente attraverso il suo “perchè” a questa avventura:

apro questo blog per ripensare a voce alta a quanto fatto e pensato fin qui e per condividere sul nascere ogni ulteriore riflessione

P.S. Non fatevi terrorizzare dal mio post, il professor Bogliolo si esprime molto più chiaramente di me